Fabio Bagnoli

musicista

“Fin da bambino avvertivo dentro qualcosa di insolito, che mi portava ad ascoltare e a impossessarmi dei suoni. È difficile da spiegare. Poi le drammatiche vicende di salute di mio fratello: mi hanno calato dentro me stesso e l'unico modo per comunicare è diventato la musica. Ho cominciato con gli strumenti a fiato medioevali, per poi subito dedicarmi all’oboe”. Diplomato al Conservatorio di Bologna nel 1989, si perfeziona con i maggiori oboisti di quegli anni e completa la sua formazione con il direttore d’orchestra Pietro Borgonovo e con il compositore Romano Pezzati. Primo oboe stabile nelle orchestre più prestigiose dei teatri italiani come l’Orchestra Regionale di Roma e del Lazio e l’Orchestra Verdi di Milano, si esibisce anche con importanti musicisti di fama internazionale del calibro di Peter Lukas Graf, Heinz Holliger e Krzystof Penderecki. La sua arte si esprime anche attraverso la sperimentazione, spingendosi a confrontarsi con partiture dai suoni contemporanei, come gli Etudes Transcendentales dell’inglese Brian Ferneyhough. Un incontro tra strumentazione antica e moderna, reinterpretata perché tra le pieghe della musica “c’è sempre qualcosa di misterioso e di incomprensibile che deve essere portato alla luce”. 

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